Crea sito

TAFUR

I turchi li chiamavano diavoli viventi

Medioevo: Tafur

Mossi dal miraggio della ricchezza, turbe di fanatici partirono per le Crociate in Terrasanta
L’inverno del 1097-98 fu davvero rigido.
Dalle mura di Antiochia, la guarnigione turca osservava i Crociati, che assediavano la città, morire lentamente di fame.

A differenza dei Turchi che avevano una buona scorta di viveri, i Crociati erano allo stremo, in una terra arida e lontana da fonti di approvvigionamento.
Alcuni cavalieri si allontanavano a cavallo alla ricerca di cibo, altri mangiavano il loro cavallo, i Crociati di rango più basso compravano cani e ratti a caro prezzo, oppure semplicemente si lasciavano morire di fame.
Poi un giorno i Turchi assistettero ad una scena sbalorditiva.
Quelli che tra gli assedianti, erano i più disperati, stavano rimpinzandosi con grossi pezzi di carne, che prima arrostivano.
Lo stupore si trasformò ben presto in orrore.
Quella carne era dei corpi smembrati dei loro compagni, uccisi giorni prima durante una scaramuccia all’esterno delle mura.
Quando non ci furono più corpi, cominciarono a scavare in un vicino cimitero alla ricerca di cadaveri da poco sepolti.
L’emiro musulmano inviò delegati ai capi Crociati per protestare, ma questi gli risposero che non potevano far nulla per frenare il cannibalismo.
I Crociati dovettero ammettere che non riuscivano a domare i tafur.
Tafur, parola probabilmente di origine fiamminga, significava qualcosa come gentaglia, canaglia e con questo termine i cavalieri che partecipavano alla Prima Crociata chiamavano la folla di vagabondi, che li accompagnò lungo la strada per Gerusalemme, attraverso l’Europa.
I Tafur non avevano nulla in comune con i Crociati, non erano della stessa estrazione sociale dei cavalieri.
Vestiti con tele di sacco, coperti di piaghe, erano talmente poveri da non potersi permettere spade e lance, perciò combattevano con bastoni appuntiti, mazze e persino badili.
Compensavano, però in ferocia quello che mancava loro in armamento.
Nelle battaglie urlavano e digrignavano i denti, assettati solo di sangue , non avevano nessun interesse a far prigionieri per ottenere un riscatto.
I tafur furono chiamati diavoli viventi
La liberazione di Gerusalemme non era certo a loro massima aspirazione, avevano un desiderio ben più grande; quello di uscire dalla miseria.
La Prima Crociata era stata preceduta da anni di siccità, pestilenza e carestia, perciò la vita per i contadini era diventata intollerabile.
Così, quando nel 1095 fu proclamata la Prima Crociata, con appassionate descrizioni su Gerusalemme “la celeste città dell’abbondanza”, migliaia di contadini denutriti, mal vestiti e senza casa presero alla lettera le parole e s’incamminarono verso la “terra dell’abbondanza” che ben presto i Crociati avrebbero conquistato per loro.
Decine di migliaia di persone, inclusi bambini e molte donne, attraversarono l’Ungheria e i Balcani spendendo i pochi risparmi che avevano e poi depredando e rubando per sopravvivere.
Arrivati a Costantinopoli (l’odierna Istanbul) i Greci, non riuscendo a tenerli sotto controllo, concordarono di traghettarli attraverso il Bosforo in Asia Minore.
Ma quando i tafur, ormai esausti, sbarcarono furono assaliti e massacrati dai Turchi, soltanto in tremila riuscirono a fuggire e ad aspettare l’arrivo del grosso dell’esercito crociato.
Questo gruppo di sopravvissuti, indurito dall’esperienza, seguì i cavalieri più che mai desiderosi di raggiungere la terra promessa.
Determinati ad ottenere la vittoria, si erano uniti in una banda spietata e avevano eletto persino un loro re, un ex cavaliere.
All’inizio, questa banda incontrollabile aveva costituito un imbarazzo per l’esercito ufficiale dei Crociati, ma ben presto il loro disprezzo si tramutò in timore.
I Turchi ne erano terrorizzati.
Finalmente, dopo nove mesi di assedio, Antiochia cadde nelle mani dei Crociati.
La città fu saccheggiata, Musulmani ed Ebrei violentati ed uccisi.
Anche quando Gerusalemme fu conquistata, un gran numero di prigionieri furono massacrati invece di essere trattenuti per ottenerne un riscatto.
Di questi crimini sono stati incolpati i feroci contadini, ma si tratta di congetture, non di fatti provati.
Ciò di cui non c’è dubbio è che i tafur, sotto le mura di Antiochia, per non morire di fame divennero cannibali.

Se pensi che questo sito ti abbia fornito
utili informazioni sostienilo donando un libero contributo.

Salvo preventiva autorizzazione scritta, è vietata la riproduzione, anche parziale e con qualsiasi mezzo, dei suddetti testi o materiale