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Tratta degli schiavi

LA TRATTA DEGLI SCHIAVI

Intorno al 1650 olandesi, inglesi e francesi svilupparono ampie piantagioni nelle Americhe e visto che le popolazioni indigene americane erano piuttosto scarse e andavano sempre più assottigliandosi colpite da epidemie trasmesse dagli europei, pensarono di usare per il lavoro i nativi africani.

Molto più robusti e resistenti alla fatica venivano considerati alla stregua di animali.
Il prezzo di uno schiavo dipendeva da molti fattori: età, sesso e dalla richiesta.
Un uomo giovane veniva comprato per circa 26 sterline e rivenduto in America per 40. Gli schiavi sbarcati oltreoceano tra il 1500 e il 1890 furono circa 9.500.000.
In Africa diverse nazioni europee fecero costruire dei forti, che vennero usati sia come residenza per i funzionari sia come "depositi" per "immagazzinare! gli schiavi.
I metodi per procurarsi gli schiavi erano quattro: scorrerie, rapimenti, criminali condannati e prigionieri catturati nelle guerre tra i vari stati.

Furono i portoghesi nel XV secolo ad iniziare la deportazione di centinaia di migliaia di neri verso l'America.
Poco dopo che le tre caravelle di Cristoforo Colombo sbarcarono nel Nuovo Mondo, Lisbona diventò un gigantesco mercato di schiavi.
La Spagna ne seguì l’esempio quasi subito. Dal Golfo di Guinea, ribattezzato, "Golfo degli Schiavi". partivano le navi stracariche di neri accatastati l'uno sull' altro, destinati a morire in gran parte durante la lunghissima traversata dell’Oceano.

Dopo essere stati strappati a forza dai loro villaggi dai mercanti, venivano incatenati in lunghissime file per impedirne la fuga e costretti ad una lunga e massacrante camminata verso la costa.
Arrivati nelle città portuali, gli schiavi superstiti dopo essere stati rifocillati, curati, ripuliti, unti con olio di palma per ben figurare agli occhi dei mercanti venivano esposti al mercato degli schiavi, dove i compratori delle varie compagnie commerciali europee si aggiudicavano i "pezzi" migliori con vere e proprie aste.
Nella maggior parte dei casi, dopo l'acquisto gli schiavi venivano marchiati con ferri roventi in modi da essere sempre riconoscibili e poterne rivendicare la proprietà.

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