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Inquisizione in Valle Staffora

Un Inquisitore in Valle Staffora


Castello di Oramala

Una vallata tranquilla, bella e verdeggiante, la Valle Staffora nasconde però un passato sorprendente e a volte oscuro.
Chi conosce i luoghi di cui parlo, come Varzi, il Castello di Oramala o di Zavattarello sa bene che le terre del Marchesato Malaspina sono ricche di leggende e storie inquietanti di spiriti che ne infestano i tanti manieri. La storia di questi luoghi è ricca di Santi, di despoti, di visitatori illustri (Dante Alighieri, Federico Barbarossa, San Colombano) ma pochi sanno che fu anche luogo di processi per stregoneria in misura sorprendente !

L'argomento è intrigante perchè, cosa molto rara soprattutto nella Diocesi di Tortona, ci sono alcuni documenti di “prima mano” e persino una aperta ammissione di condanne al rogo.
I documenti circa questo argomento sono davvero pochissimi, quasi del tutto scomparsinell'incendio (ironia della sorte...) dell'Archivio dei Frati Domenicani di Tortona, sede dell'Inquisizione, causato da un fulmine.
Ma qualcosa emerge, soprattutto a carico di una figura ben precisa, che ha un nome ed un cognome: Paolo Folperti.
Don Paulo de Folpertis, come lo chiama Francesco Sforza, Duca di Milano in una missiva, era un frate domenicano (i Domenicani erano l'Ordine a cui era affidata l'Inquisizione....ricordate il Bernardo Gui del “Nome della Rosa” ?), era di Pavia, già attivo come teologo e inquisitore dal 1455 quando condanna al rogo tale Margherita da Pennolo di San Nazzaro.
Viene nominato Inquisitore di Pavia, Piacenza e Cremona per il biennio 1462-1464 e già nel 1463 risulta condannare al rogo Beatrice del Ponzo in Casteggio.
Nel 1464 arriva a Varzi dal piacentino e inizia la sua opera.
Già a Marzo dello stesso anno i Marchesi Malaspina di Godiasco si lamentano dell'eccessiva durezza e rigore dell'Inquisitore, chiedendo con insistenza al Duca Sforza di inviarlo a tortona, dove la sua opera era già stata richiesta (e cercando ovviamente di liberarsene).
Il Duca , in una lettera purtroppo perduta deve essersi a sua volta lamentato con il Folperti poiché questi gli risponde, inviando allo Sforza una missiva (ovviamente in latino, traduzione di Stefano Rebollini) che fortunatamente è giunta fino a noi. Essendo lunga salto i convenevoli e le disquisizioni “politiche” e riporto solo la parte più interessante per l'argomento che tratto qui.
Leggetela bene e prestate molta attenzione ai numeri !
“Tuttavia, qualora mi potessi comodamente trasferire da questo luogo per la soddisfazione dei Marchesi di Godiasco non indugerei minimamente, ma lo stato attuale delle cose a causa della situazione accennata e per molte ragioni. Innanzitutto per la comodità del sito, poichè si trova al centro dei villaggi dove vivono tali appestati e abbastanza agevolmente mi istruisco processi e pronuncio sentenze per mezzo dei quali, a buon diritto, si procede contro detti eretici. In altro luogo al contrario, come a Tortona, non potrei disporre di persone che mi procurino prove sufficienti contro tali individui. Si aggiunga che in tre mesi circa sono già state da me condannate come eretiche 17 persone provenienti da diverse località. Il mio sangue è reclamato con insistenza da
molti e in nessun altro luogo indifferentemente potrei vivere sicuro come nel territorio di Varzi, dove posso constatare che tutti gli uomini di detto luogo sono quantomai interessati alla mia incolumità e alla persecuzione degli eretici. Conosce infatti la Signoria Vostra quanta forza richieda il necessario adempimento di questo Ufficio e sopratutto quante persone che , vinto il rispetto umano, siano pronte come si è detto ad assalire ed afferrare qualsiasi sciagurato eretico. E
a dire il vero, l'ho provato per esperienza, ho radunato in questo borgo di Varzi più di 300 uomini armati per catturare tali eretici. Non so se a Tortona o altrove avrei potuto incontrare un così grande favore.”

Segue una descrizione dei casi affrontati che parla di infanticidi (nei modi pi turpi), cannibalismo, pratiche diaboliche perpetrati dalle (ipotetiche) streghe e raccontati ad arte per impressionare lo Sforza.
Prima di ogni commento aggiungo un altro documento interessantissimo che va sommato a quanto sopra riportato. Dalla “Chronica Civitatis Placentie” di Giovanni Agazzarri un trafiletto riferito all'anno 1464. “...et in loco Varcii combuste fuerunt mulieres XXV et aliqui viri per Sententiam Inquisitoris hereticorum.”
Cioè grossomodo : “E nel luogo chiamato Varzi furono bruciate 25 donne e alcuni uomini eretici per sentenza dell'Inquisizione.”

Essendo l'anno il 1464 possiamo quindi presumere che fosse opera del Folperti. Aggiungo che il Duca a sua volta lo convocò a Milano, accompagnato dal Podestà di Varzi, ma non avendo traccia degli sviluppi successivi ed essendo stato il Folperti sostituito nel suo incarico solo nel 1474 possiamo dedurre che la sua furia inquisitoriale non si sia limitata alle 17 condanne di cui si vanta personalmente con il Duca.
Le cifre fanno riflettere ! Tutti ci siamo immaginati i processi alle streghe come eventi eccezionali, orribili spettacoli di morte violenta e fanatismo religioso.
Qui però si parla di 17 morti in 3 mesi e addirittura nell'anno'64 di 25 donne e imprecisati maschi. Sono numeri impensabili.
Ancor più spaventoso : 300 uomini impiegati nella caccia all'eretico ! Per chi non la conosce, la Varzi medievale non poteva contare più di un migliaio di abitanti....il che rende ancora più incredibile che quasi un terzo della popolazione partecipasse alla “retate” !
Pazzesco vero ?? E pensare che ancora c'è chi nega che ci sia mai stata la caccia alle streghe !

Nota Storica 1:
Va specificato che l'atmosfera in Varzi nel periodo indicato era un tantino...”calda”. Grazie alle rivalità tra fazioni Malaspina, e in più tra queste e i dal Verme e gli Sforza, la regione era nel caos e in mano a bande di predoni, prepotenti e briganti armati. La cittadina stessa di Varzi era in mano alle bande armate.
Il paese era diviso in due fazioni : del “Borgo di Fuori” (a valle, nella zona del Mercato) e del “Borgo di Dentro” (quello sopraelevato e racchiuso tra le due porte ancora esistenti). La faida era causa di continue morti, nessun membro delle due fazioni poteva passare nella zona avversa senza venire assassinato. Tutti giravano armati ! La situazione era talmente compromessa che il Duca doveva mandare spesso un suo fiduciario con tanto di armigeri, richiesto di volta in volta dalla fazione più in difficoltà. Si arrivò addirittura all'invio di un Capitano Dionisino di Castronno con una forza di 100 fantaccini per riuscire a disarmare le fazioni !!
Calata in una tale violenza forse meraviglia meno che l'Inquisitore abbia trovato tanta gente disposta a fargli da sgherro....magari facendo passare per strega o stregone qualche nemico personale.

Nota Storica 2:
E il nostro Inquisitore ???
Dopo le vicende di Varzi continua , come accennato la sua opera fino al 1474 quando viene sostituito nel suo incarico da Giovanni Domenico da Cremona. Folperti tenterà l'anno successivo di infangare l'operato del suo successore, accusandolo di vari misfatti e riuscendo in un primo momento a causarne l'allontanamento.
Una volta emerse le prove delle sue mistificazioni verrà richiamato ufficialmente dall'Ordine e gli viene ordinato di presentarsi il 21 dicembre del 1475 al Capitolo per essere punito. Non ne abbiamo altre notizie.

 

a cura di Marco Elfo Barbieri
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